MA DEMI ETOILE

idiopathicsmile:

Things the anti-Covid medicine Paxlovid makes the inside of your mouth perpetually taste like, a not-exhaustive list

  1. Licking a hot metal slide on a humid August morning
  2. The results of an hourlong makeout session with Optimus Prime, wherein he has the alien robot equivalent of morning breath
  3. Taking the water and coins out of an old fountain at an abandoned mall, and boiling it into a tea.
  4. In the hopes of not getting a dirty martini, purposely ordering a “clean martini” only for the bartender to wildly misunderstand and add a sizeable squirt of grapefruit-scented dishwashing detergent to your glass, and then drinking it all at once.
  5. The burps you’d get from really pounding a frying pan-flavored LaCroix
  6. That urban legend about how you can dissolve a spoon in a cup of cola, but then you drank the spoon and only the spoon
  7. The transcendent relief that your Covid isn’t worse…but also you kind of put your whole mouth around a parking meter?

Totally agree.

Sei l'affanno il brivido la perdita

del ritmo regolare del respiro

Mi nascondo

dietro parole inutili

Righe parallele che non si incontrano

Destini quasi a perdersi

nell'infinito

E non fermarti adesso

Libero TU SEI di essere LIBERO DI ESSERE

Niente più NIENTE PIU’ di un numero

Le conseguenze

che mi aspettano

nascoste dietro la luce soffusa

della stanza mi assalgono

comprimono il cervello

stringono la presa e mi confondo

non respiro più

lo sguardo cade su un particolare ormai dimenticato

la testa gira ferma tutto voglio scendere

da questa paranoia

Libero TU SEI di essere LIBERO DI ESSERE

Niente più NIENTE PIU’ di un numero

SEI quello che è stato SEI il mio passato che non tornerà

TUTTO QUELLO CHE desideravo avere tempo fa

SEI quello che è stato SEI il mio passato che non tornerà

TUTTO QUELLO CHE desideravo avere tempo fa

SEI quello che è stato SEI il mio passato che non tornerà

TUTTO QUELLO CHE desideravo avere tempo fa

Ora che non sei più solo

ora che cosa c'è

l'incertezza di restare appeso ad un filo

con la paura di volare alto

confondo nello spazio

vuoto

ridendo mi nascondo

cado

non c'è più spazio per l'indecisioni

prendere o lasciare accettare

di cadere ancora

ancora

Libero TU SEI di essere LIBERO DI ESSERE

Niente più NIENTE PIU’ di un numero

SEI quello che è stato SEI il mio passato che non tornerà

TUTTO QUELLO CHE desideravo avere tempo fa

SEI quello che è stato SEI il mio passato che non tornerà

TUTTO QUELLO CHE desideravo avere

Linea77 / 666

Insomma, cara Eparina. Muoio ogni sera in modi differenti o nelle sere più calme, sento dentro il sangue diventarmi un brodino liquido, metallico come solo il sangue sa essere. Fantastico. Insomma sono diventata una paranoide con uno sbocco, credo perché poi ci arriverò a breve o ancora tra qualche mese ma fino ad allora mi devo abituare a me stessa. Complimenti. Citare i deja vu. Usare parole diventate chiave. A PRESCINDERE. Ma quale cazzo di a prescindere parli? Tornare per un interesse personale, l’ennesimo egoismo. Che ridere cazzo, che ridere. E ascoltare fino a consumare quella lunghissima pausa prima della tua voce. Non ci credo, vivo una vita distaccata da me ormai, quella mentale e quella di un corpo non più uguale, mio e non mio. Te lo sei preso, hai preso tutto. Finché questo dolore reale della mia gamba esiste, esisterà anche il rancore e non mi libererò di te, di me che penso a te, di me rimasta sotto quella macchina rossa. Quante cose vorrei dirti, venire lì davanti e menarti, agitando inutilmente le braccia e piangere per la perdita che sei, un lutto creato, una cosa che rimane nelle fibre. Non esiste una realtà. Esiste questo niente fatto di attesa verso una guarigione. Se la gamba guarisce forse guarirò anche io. Coltello. Dignità. Testa alta. Il sangue pulsa ovunque, anche nei lividi sulla pancia.

“E sembrava, dalla velocità con cui era sparito, che non avesse mai avuto l'intenzione di restare, come se fin dall'inizio avesse saputo che prima o poi se ne sarebbe andato.”

Susanna Casciani

Siamo qui per questo, siamo fatti per questo, per andarcene sul più bello di qualcun altro, promesse d'assenza sempre mantenute, cose che non smettono mai di essere state.

I don’t know what my expectations are until they’re not met.


(I still believe they’re in your soul)

“Esci, pensa ad altro”

Ogni passo che faccio è doloroso e non è possibile non pensarci. Ed è per non sentire consigli su cosa devo fare e su come devo essere, che vorrei stare da sola, fino a che tornerò a camminare normale, senza questo peso.

Il dolore fisico non si può spiegare o raccontare. Rimane una cosa pienamente intima. Non se ne può nemmeno parlare, perché “devi essere forte” e “non mollare” non sono le cose che mi serve sentire. Non sono una che molla e che si arrende.

Oggi ho capito quella frase da palestrati “no pain no gain”: andare in piscina e fisioterapia e lavorare tanto sulla riabilitazione fa male, un male che poi il giorno dopo sembra funzionare e farmi sentire più dritta.

Devo ricordarlo ogni giorno quando la sera sono stanca e sfiduciata.

Andrà meglio. Sono io che posso fare la differenza per me. Nessun altro.

Sono un isola.